
Se si considera il semplice fatto che il tè è la bevanda più
consumata al mondo dopo l'acqua, è facile rendersi conto del perchè
alcune culture hanno sviluppato preferenze specifiche e anche complessi rituali
per celebrare questa fine bevanda.
In questa sezione vi offriamo una vista a volo d'uccello di alcune delle tradizioni
più interessanti: cominciamo allora il nostro giro del mondo...
Il tè è arrivato in Marocco nel XIX secolo con gli inglesi. La bevanda
più popolare all'epoca era un infuso di menta; il tè fu introdotto
nella miscela per addolcire le foglie di menta ed ebbe immediatamente un grande
successo in tutti i paesi del Nord Africa.
Il tè utilizzato dal marocchini è il tè verde Gunpowder, noto
per la sua freschezza e le sue qualità dissetanti.
Il tè è servito tipicamente a fine del pasto, ma è offerto
agli ospiti in qualsiasi momento della giornata.
Gli utensili utilizzati sono molto belli e tipici di questo Paese: teiere d'argento
finemente incise e piccoli bicchieri di vetro, spesso decorati con disegni in oro
o argento.
Per preparare il liquore, il tè viene prima sciacquato velocemente con acqua
calda. Poi una manciata di foglie di menta fresca e una buona quantità di zucchero
vengono inseriti nella teiera. Il tè viene lasciato in infusione e poi versato
nei bicchieri, tipicamente dall'alto in modo da ossigenarsi, creando una leggera
schiuma sulla superficie.
Servire questo tè indica anche le buone maniere per gli ospiti che si recano
in visita a casa di un amico: ci si aspetta infatti che l'ospite ringrazi il padrone
di casa e tolga il disturbo dopo che gli è stato servito il terzo bicchiere
di tè.
Un proverbio Tuareg descrive le tre infusioni in questo modo: la prima è
forte come la vita, la seconda è buona come l'amore e l'ultima è dolce
come la morte.
L'India è un continente di per sè ed è quindi naturale che
si siano sviluppati nei secoli molti modi diversi di bere il tè.
Uno dei più noti e più popolari nei paesi occidentali è il
cosiddetto Chai (che in realtà è semplicemente la parola indiana per
il tè).
Per preparare questa infusione, viene preparato del tè nero che viene poi
arricchito con latte e spezie quali cannella, chiodi di garofano, cardamomo e zenzero.
Il tutto viene bollito per un po' di lungo e poi addolcito con abbondante zucchero.
È così comune che si beve in ogni momento della giornata viene venduto in
ogni angolo della città, in molte varianti diverse, in tutto il Paese.
In Cina la gente beve tè verde ogni giorno e in ogni momento della giornata.
Di solito le persone non usano teiere, ma usano tazzine dove mettono alcune foglie
di tè prima di uscire di casa, per poi chiedere semplicemente dell'acqua
calda per ripetere l'infusione più volte durante il giorno. Le tazze hanno
un coperchio apposito che consente di bere il tè senza ingoiare le foglie.
Vi è anche un cerimoniale formale di preparazione del tè, chiamato
Gong Fu Cha. In Cina e Taiwan è utilizzato in molte case da tè, dove
la gente va a degustare tè di qualitè elevata (e normalmente tè
di tipo Oolong) in un ambiente accogliente. La teiera e le tazze utilizzate sono
fatte con la famosa argilla di Yi Xing e gli accessori necessari sono: un bollitore,
una barca da tè (una scatola di legno intagliato o di bambù con fori
sulla parte superiore che serve per raccogliere acqua di sciaquo), una teiera di
riserva, tazzine separate per annusare e degustare il tè.
La cerimonia Gong Fu Cha varia a seconda della specifica area del Paese, ma in generale
i passaggi fondamentali sono i seguenti:
- La teiera e le tazze vengono posti sulla barca
- L'acqua calda viene versata nella teiera e poi svuotata nella teiera di riserva
- Le foglie di tè vengono messe nella teiera fino a riempirla a metà e poi
sono sciacquate con acqua calda che viene subito trasferito nella teiera di riserva
- Il contenuto della teiera di riserva viene poi versato nella barca
- La teiera è riempito fino al bordo (in realtà anche oltre per eliminare
le impurità residue), e le foglie sono lasciate in infusione per meno di
un minuto, dopo di che il liquido viene trasferito alla teiera di riserva
- A questo punto il tè viene versato nelle apposite tazzine che servono ad
annusare il "liquore" e poi lo stesso viene trasferito, questa volta dallo stesso
cliente, nella tazza da degustazione.
Il motivo per cui liqoure è servito inizialmente nella prima tazzina è
quello di dare all'ospite la possibilità di apprezzare il profumo del liquore
residuo dopo che è stato versato nella tazzina da degustazione. Questo passaggio
è considerato il cuore della cerimonia del tè da molti assaggiatori,
in quanto consente di riconoscere le note molto sottili che non sono facilmente
percepibili mentre si beve il liquore. Le tazze da degustazione vengono utilizzate
per assaporare lentamente il liquore con piccoli sorsi. Vista la grande quantità
di foglie inserite nella teiera, l'infusione risulta abbastanza forte, ed è
quindi da aspettarsi.
In Russia il tè è diventato popolare nel XVII secolo, ma per quasi
200 anni poteva essere acquistato solo a Mosca. Tradizionalmente in Russia il tè
viene preparato utilizzando l'acqua calda del Samovar, una apposita caldaia per
l'acqua originalmente prodotta nella città di Tula, ma presa in prestito
dalla tradizione mongola.
Inizialmente l'acqua veniva riscaldata mediante l'immissione di carbone rovente
all'interno di un tubo che veniva immerso nella coppa del samovar.
Oggi i samovar elettrici sono abbastanza comuni e possono anche diventare pezzi
di pregio, decorati con opere d'arte realizzate in materiali che vanno dalla dalla
ceramica all'argento.
In cima al samovar di solito viene piazzata una teiera contenente un tè concentrato.
Il tè viene poi versato in una tazza e diluito con l'acqua calda proveniente
dal rubinetto del samovar.
Il modo tradizionale di degustare questo tè che tende ad esser un po' amaro
è quello di inserire una zolletta di zucchero direttamente in bocca per addolcire
il tè mentre viene sorseggiato.
In Giappone, il tè non è solo una bevanda; è un evento sociale
e culturale.
La famosa cerimonia sviluppata in questo Paese nel corso del XV secolo è
si fonda sull'adorazione della bellezza nel mezzo alla banalità dell'esistenza
quotidiana, ed è fortemente influenzata dal Buddismo Zen.
La cerimonia si chiama Cha No Yu, il che significa acqua calda per il tè,
e si basa su 4 principi: armonia, rispetto, purezza e tranquillità.
La cerimonia è strettamente codificata ed è molto complessa. Normalmente
viene eseguita da una geisha in un ambiente ascetico per un massimo di 5 persone.
Ogni singolo dettaglio della cerimonia è controllato magistralmente dal cerimoniere
e niente, dagli utensili finemente decorati, al cibo offerto, alla decorazione del
luogo, alla disposizione dei fiori, fino anche all'oggetto della conversazione è
lasciato al caso.
Per iniziare viene servito un pasto leggero, seguito da una breve pausa. Poi, la
parte principale della cerimonia ha inizio e prevede la preparazione di due diversi
tipi di tè: un tè forte (Koicha) e un tè leggero (Usucha).
Durante la cerimonia la geisha esegue una serie digesti severamente codificati e
scambia alcune parole con gli ospiti fino a quando deciderà di suonare un
gong per cinque volte. A questo punto si prepara un tè denso mettendo 3 cucchiaini
di Matcha per ciascuno degli ospiti in una ciotola, versando acqua calda, e sbattendo
il liquido con un'apposita frusta di bambù fino a creare un liquido spumoso.
Il cerimoniere pone la ciotola vicino al cuore e lo offre all'ospite d'onore, che
si avvicinerà in ginocchio, ne prenderà un sorso, e farà i
suoi complimenti per il tè, per poi prenderne altri due sorsi. Egli asciugherà
quindi la ciotola nel punto dove ha bevuto con un pezzo di carta (Kaishi), e la
passerà al prossimo ospite che si comporterà nello stesso modo e così
via. L'ultimo ospite ritornerà la ciotola all'ospite d'onore, che la riconsegnerà
al cerimoniere.
Questa cerimonia del tè ha avuto una grande influenza sulla cultura giapponese
e ne ha anche influenzato alcuni aspetti della vita apparentemente non correlati
ad essa, come l'architettura, il giardinaggio, la paesaggistica e anche i comportamenti
sociali. In effetti, si potrebbe affermare che la comprensione della grazia, l'eleganza,
il senso di controllo (ma senza sforzo) e l'armonia racchiuse in questa cerimonia,
siano la chiave di lettura per comprendere il popolo giapponese.
|